Corso di Alta Specializzazione in Compliance ed Antiriciclaggio

Presentazione

Il "Corso di alta specializzazione in Compliance ed Antiriciclaggio" ha l’obiettivo di fornire strumenti operativi atti ad adempiere correttamente alle numerose prescrizioni normative comunitarie e nazionali, che nel corso del tempo hanno esteso gli obblighi antiriciclaggio.
brochure corsoIl know-how fornito ai partecipanti consente loro di porsi sul mercato del lavoro con competenza e professionalità in qualità di dipendente e/o di consulente esterno delle aziende obbligate al rispetto degli adempimenti in materia.
Il Corso si rivolge a chi già lavora in banca o presso intermediari finanziari o studi professionali ed è pensato sia per il Compliance Officer, cioè per il responsabile della funzione di compliance in banca sia per il Compliance Auditor Antiriciclaggio, cioè per i collaboratori del Compliance Officer o del responsabile Audit.
Sono inoltre riservati 10 posti a neolaureati, e/o laureandi, in discipline economiche, politiche, giuridiche ed aziendali. Per i neo-laureati è anche previsto un stage in azienda presso Cariparma, Wiener Stadtische, Federazione BCC Lazio, Umbria e Sardegna, Moneygram, Federazione BCC Emilia Romagna, AIBE, Unione Fiduciaria, Assosim, Studio Informatica o IUS Consulting.

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Leggi la FAQ sul Corso

Legge antiriciclaggio e Organismo di vigilanza ex d.lg.231 del 2001

di Maurizio Arena

maurizio arenaIl d.lg. 231/2007, attuativo della III Direttiva Antiriciclaggio, ha operato importanti integrazioni al d.lg. 231/2001 sulla responsabilità da reato degli enti collettivi.
Innanzitutto inserendo nel d.lg. 231/2001 i delitti di ricettazione (art 648 c.p.), riciclaggio (art 648 bis c.p.) e c.d. reimpiego (art 648 ter c.p.) e prevedendo a carico dell’ente, in relazione ad essi:

  • in via ordinaria, la sanzione pecuniaria da 200 a 800 quote;
  • nel caso in cui il denaro, i beni o le altre utilità provengono da delitto per il quale è stabilita la pena della reclusione superiore nel massimo a cinque anni, la sanzione pecuniaria da 400 a 1000 quote;
  • le sanzioni interdittive previste dall’articolo 9, comma 2 d.lg. 231, per una durata non superiore a due anni.

Sulle linee guida delle associazioni di categoria (ABI in primis, ma anche CONFINDUSTRIA, ANIA, ASSOGESTIONI, ASSOSIM,ASSIFACT ecc.) – sulla cui base, come noto, possono essere adottati i singoli modelli aziendali - il Ministero della Giustizia formulerà eventuali osservazioni, sentito il parere dell’UIF (Unità di informazione finanziaria, presso la Banca d’Italia, che sostituisce il soppresso Ufficio italiano dei Cambi).

Resoconto del convegno di Infracom IT "Antiriciclaggio: il mutamento normativo" del 26 giugno 2009

di Paolo Ciarrocchii

ciarrocchiL’evento "Antiriciclaggio: il mutamento normativo", riservato ad alcune tipologie di intermediari finanziari destinatari degli obblighi normativi, ha rappresentato una proficua occasione di verifica e confronto sullo stato dell’arte circa l’adeguamento alla disciplina  vigente e al tempo stesso di condivisione circa la rapida evoluzione normativa in atto che riguarda le misure di contrasto al riciclaggio di denaro di provenienza illecita.

L’attività della giornata si è concentrata sulla presa di coscienza di quanto prescrive la normativa vigente in termini di obblighi ed adempimenti, sulle criticità ad oggi emerse, sulle soluzioni informatiche che possono rappresentare un valido supporto per la gestione dei singoli processi oltre che sui mutamenti che si stanno profilando nello scenario di riferimento anche sotto il profilo regolamentare.

La "seconda vita" delle società di consulenza finanziaria

di Fabio Civale  

Il disegno di legge collegato alla Finanziaria 2009, approvato in via definitiva dal Senato il 27 maggio 2009, ha di fatto “richiamato in vita” le società di consulenza finanziaria.
Sebbene con ritardo, il legislatore ha uniformato il nostro ordinamento ai precetti contenuti nella Direttiva MiFID, disponendo che a decorrere dal 1° ottobre 2009 le società per azioni e le società a responsabilità limitata, che rispetteranno i requisiti patrimoniali e di indipendenza previsti da un emanando regolamento del Ministero dell’Economia e delle Finanze, potranno prestare consulenza in materia di investimenti senza detenere somme di denaro o strumenti finanziari di pertinenza dei clienti.
Lo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze potrà prevedere che gli esponenti aziendali di tali società di consulenza finanziaria debbano essere in possesso di specifici requisiti di professionalità, onorabilità e indipendenza.
E’ altresì previsto che l’Albo oggi istituito per i consulenti finanziari - persone fisiche, sia integrato con una apposita sezione dedicata alle società di consulenza finanziaria.

La Cassazione si pronuncia sulla nozione di "operatore qualificato"

di Fabio Civale  

In relazione alle regole di condotta applicabili al rapporto intermediario – cliente, assume rilievo centrale il tema della classificazione del cliente. Sussistono, infatti, diverse categorie di clienti a cui corrispondono diversi livelli di tutela e regole di protezione applicabili.
Negli ultimi anni, il tema della classificazione della clientela è stato più volte oggetto di esame giurisprudenziale. Con particolare riferimento ai casi disciplinati dalla normativa di riferimento previgente, diversa dalla attuale disciplina MiFID, l’aspetto più controverso concerne i presupposti necessari ai fini della qualifica di una persona giuridica quale “operatore qualificato”.
Ai sensi del previgente art. 31 del Regolamento Consob Intermediari n. 11522 del 1° luglio 1998, per operatori qualificati, tra gli altri, si intendono “ogni società o persona giuridica in possesso di una specifica competenza ed esperienza in materia di operazioni in strumenti finanziari espressamente dichiarata per iscritto dal legale rappresentante”.

Intervista all’avvocato Davide Nervegna sulla Best Execution

AIRA: Buongiorno avvocato Nervegna. Vuole rapidamente presentarsi?

Davide Nervegna: Sono il responsabile dell’area normativa di Assosim, Associazione Italiana degli Intermediari Mobiliari.

AIRA: Cos’è Assosim?

Davide Nervegna: Assosim rappresenta gli operatori del mercato mobiliare italiano nei confronti degli Organi dello Stato e delle Amministrazioni pubbliche, delle altre Associazioni imprenditoriali, di Organizzazioni economiche e sociali e di altre Associazioni, Enti, Soggetti pubblici e privati. ASSOSIM svolge attività di ricerca, assistenza normativa e formazione, con pubblicazioni e organizzazione di convegni e seminari.
Assosim conta circa 80 associati (Banche, Società d’Intermediazione Mobiliare, succursali italiane di Intermediari Esteri), attivi sul mercato primario e secondario e su quello dei derivati, con una quota pari all’82% dell’intero volume negoziato sui mercati regolamentati italiani. Dal 2007, la membership è allargata a studi legali, società di consulenza e di sviluppo di soluzioni informatiche, e a quei soggetti che in forniscono servizi agli intermediari mobiliari.

AIRA: avvocato lei è stato docente al "Corso di Alta Specializzazione in Compliance ed Antiriciclaggio" di AIRA dove ha svolto una lezione sul tema della Best Execution. Cosa si intende per Best Execution?

Al via il secondo modulo "Legislazione antiriciclaggio" del Corso di Alta Specializzazione in Compliance ed Antiriciclaggio A.M.L.P. di AIRA

foto razzanteVenerdì 15 maggio 2009, a Bologna, prendono il via le lezioni del secondo modulo del Corso di Alta Specializzazione in Compliance ed Antiriciclaggio, modulo interamente dedicato alla "Legislazione antiriciclaggio". Ne parliamo con il prof. avv. Ranieri Razzante, fondatore di AIRA e docente al Corso.

AIRA: Prof. Razzante, perché un corso di "Alta Formazione" sul tema dell’antiriciclaggio e della compliance?

Ranieri Razzante: Le persone che, presso gli intermediari finanziari, agiscono nell'ambito dei processi chiave dei controlli hanno bisogno di essere preparate al meglio per affrontare con competenza, professionalità e responsabilità gli obblighi previsti dalle normative antiriciclaggio e antiterrorismo; ciò è ancora più vero quando si parla di compliance e valutazioni di conformità. Da ciò la necessità di una formazione di altissimo profilo e qualità.

AIRA: Quali sono gli obiettivi specifici del modulo "Legislazione antiriciclaggio"?

Ranieri Razzante: Il modulo è stato ideato e progettato da AIRA, Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, con la consulenza di IUS Consulting, in stretta sinergia con la Federazione delle BCC dell’Emilia Romagna.
Obiettivo principale del modulo è di supportare le Bcc, ed in particolare il Responsabile della Funzione Antiriciclaggio, nella gestione degli adempimenti ex D.Lgs 231/2007 e relativi regolamenti di attuazione, nonché effettuare un "check up" sulle procedure di controllo interno, onde verificarne la compliance alla regolamentazione di settore, soprattutto alla luce delle numerose prescrizioni normative comunitarie e nazionali che nel corso del tempo hanno esteso gli obblighi in materia.

Concluso il primo modulo del Corso di Alta Specializzazione in Compliance ed Antiriciclaggio A.M.L.P.

slideSabato 9 maggio, con la lezione dell'avvocato Davide Nervegna dedicata alla "Best Execution", si è concluso il primo modulo della prima edizione del Corso di Alta Specializzazione in Compliance ed Antiriciclaggio A.M.L.P. organizzato da AIRA - l’Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio.

Di seguito il riepilogo delle sei lezioni che hanno composto il primo modulo ed i link al materiale didattico di ogni lezione (materiale disponibile solo agli iscritti al corso mediante login).

 

Fabio Civale: I servizi e le attività di investimento nella disciplina MiFID (seminario AIRA)

Il 3 aprile 2009 l’avvocato Fabio Civale, dello studio Zitiello & Associati, è intervenuto quale docente al "Corso di Alta Specializzazione in Compliance ed Antiriciclaggio" organizzato da AIRA - Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio. Abbiamo chiesto all’avvocato Civale di illustrarci i contenuti del suo seminario.

AIRA:
Buongiorno avvocato. Può farci una sua rapida presentazione professionale?

Fabio Civale: Sono un avvocato del Foro di Milano ed ho collaborato con diversi studi legali nell’area "banking and financial law". Attualmente sono socio dello Studio Legale Zitiello e Associati, studio specializzato in diritto del mercato finanziario, diritto bancario e diritto assicurativo. Mi occupo in particolare di consulenza stragiudiziale ed assistenza giudiziale in ambito di intermediazione finanziaria, bancaria ed assicurativa. Sono abituale relatore in convegni, master e seminari, nonché autore di pubblicazioni in materia di diritto dei mercati finanziari e diritto bancario.

AIRA: Lei è stato docente al "Corso di Alta Specializzazione in Compliance ed Antiriciclaggio" organizzato da AIRA - Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio - con una lezione dal titolo "I servizi e le attività di investimento nella disciplina MiFID". Può illustrarci brevemente i contenuti della lezione?

Fabio Civale: La mia lezione rientra nel percorso didattico del primo modulo del Corso, modulo denominato "Legislazione degli intermediari finanziari". Il mio intervento si è focalizzato sulla normativa italiana e comunitaria relativa all’intermediazione finanziaria. Ho delineato sia il percorso storico/economico che ha portato all’attuale quadro normativo sia le caratteristiche di maggior rilievo di quest’ultimo.
 

Banca d'Italia: disposizioni attuative per AUI

Per gentile concessione di ComplianceNet pubblichiamo il seguente articolo di Cristina Cellucci.

logo bankitIl 6 maggio 2009 la Banca d'Italia ha pubblicato sul proprio sito internet, per la consultazione, le disposizioni attuative per la tenuta dell’archivio unico informatico e per le modalità semplificate di registrazione di cui all’articolo 37, commi 7 e 8, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 in materia di antiriciclaggio.
Le disposizioni sono contenute in un provvedimento (qui in pdf, 278 K, 23 pp.) recante i principi di registrazione e di tenuta dell’archivio, corredato di tre allegati di natura tecnico-operativa:

  1. Standard tecnici dell'AUI (pdf, 268 k, 47 pp)
  2. Causali analitiche (pdf, 198 k, 17 pp)
  3. Tabella dei codici (pdf, 115 k, 11 pp)

che stabiliscono, rispettivamente, le norme tecnico-informatiche per una regolare tenuta dell’AUI, le norme per il corretto utilizzo delle causali analitiche rappresentative delle operazioni oggetto di registrazione e le tabelle dei codici da utilizzare per la registrazione.
Le nuove disposizioni recepiscono le innovazioni introdotte dal decreto n. 231/2007 e assicurano l’eliminazione di alcune criticità che caratterizzano l’attuale sistema di registrazione, consentendo il pieno sfruttamento delle potenzialità informative dell’AUI.

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